MIMMO FORNARO RACCONTA...
A Daniele Serra... compagno d'arte
Trovo ora il coraggio di scrivere due righe per Daniele...
L'ho conosciuto in occasione di un mio spettacolo all'ipogeo. Lui mi conosceva già e io di lui sapevo che era a Roma per tentare di realizzare un sogno comune... vivere di teatro.
Aveva già iniziato a respirare quell'aria ma non aveva perso il senso dell'umiltà.
Venne ad abbracciarmi dopo la mia rappresentazione de "La Maledizione di Odisseo" per complimentarsi con me.
Eravamo praticamente due sconosciuti fino a poco prima ma subito dopo aver scambiato i nostri recapiti ci siamo sentiti spesso.
Lo chiamai per portare all'ipogeo il suo spettacolo "Nato a Taranto" e ha trovato naturale chiamarmi per un aiuto così come ho trovato naturale risolvergli dei problemi tecnici come trovargli fari affinché lo spettacolo rendesse come avrebbe voluto... e abbiamo continuato a chiacchierare ancora... Teatro, sogni, progetti... tra cui quello di lavorare insieme a Taranto e a Roma... sono cose che spesso si dicono nel nostro ambiente...
chissà se mai avremmo calcato assieme le stesse tavole.
A me piace credere di si,
Si, lo avremmo fatto.
Certe cose si leggono negli occhi, si avvertono.
Vengono naturali..
Così come i miei occhi hanno trovato spontaneo piangere quando qualche ora dopo la sua morte mi informavano per telefono del suo viaggio verso... chissà cosa.
Ci si becca Daniele!
Così ci salutavamo e così ti saluto ora.
Il tuo buco di scena lo ha colmato il ricordo del tuo sorriso, i tuoi occhi.
Ieri sono andato in scena e stasera calcherò ancora le tavole del palcoscenico.
Ieri come oggi sei con me a dirmi "Tanta merda Mimmo!", a condividere un mondo e un lavoro che non esiste...
Ma in cui noi ci si ritrovava alla perfezione.
Un abbraccio Daniè!
e in bocca al lupo per tutto...
Merda!
A Daniele Serra... compagno d'arte
Trovo ora il coraggio di scrivere due righe per Daniele...
L'ho conosciuto in occasione di un mio spettacolo all'ipogeo. Lui mi conosceva già e io di lui sapevo che era a Roma per tentare di realizzare un sogno comune... vivere di teatro.
Aveva già iniziato a respirare quell'aria ma non aveva perso il senso dell'umiltà.
Venne ad abbracciarmi dopo la mia rappresentazione de "La Maledizione di Odisseo" per complimentarsi con me.
Eravamo praticamente due sconosciuti fino a poco prima ma subito dopo aver scambiato i nostri recapiti ci siamo sentiti spesso.
Lo chiamai per portare all'ipogeo il suo spettacolo "Nato a Taranto" e ha trovato naturale chiamarmi per un aiuto così come ho trovato naturale risolvergli dei problemi tecnici come trovargli fari affinché lo spettacolo rendesse come avrebbe voluto... e abbiamo continuato a chiacchierare ancora... Teatro, sogni, progetti... tra cui quello di lavorare insieme a Taranto e a Roma... sono cose che spesso si dicono nel nostro ambiente...
chissà se mai avremmo calcato assieme le stesse tavole.
A me piace credere di si,
Si, lo avremmo fatto.
Certe cose si leggono negli occhi, si avvertono.
Vengono naturali..
Così come i miei occhi hanno trovato spontaneo piangere quando qualche ora dopo la sua morte mi informavano per telefono del suo viaggio verso... chissà cosa.
Ci si becca Daniele!
Così ci salutavamo e così ti saluto ora.
Il tuo buco di scena lo ha colmato il ricordo del tuo sorriso, i tuoi occhi.
Ieri sono andato in scena e stasera calcherò ancora le tavole del palcoscenico.
Ieri come oggi sei con me a dirmi "Tanta merda Mimmo!", a condividere un mondo e un lavoro che non esiste...
Ma in cui noi ci si ritrovava alla perfezione.
Un abbraccio Daniè!
e in bocca al lupo per tutto...
Merda!