MIMMO FORNARO RACCONTA...
Sensazioni
Strane, non cercate escono all’improvviso come un fratello che dice BOOM! non appena oltrepassi l’arco della porta sicura di casa tua.
Colto all’improvviso, serro le mandibole, contengo la contrazione che mi ha stretto gli addominali e mi impongo di placare l’adrenalina che mi farebbe mordere le labbra fino a farle sanguinare e cerco di darmi un tono davanti a quel fratello/gnomo/vampiro o qualunque cosa pensavo fosse e che popola la fiera di mostri di cui ho paura da sempre.
Aspetto che il cuore riprenda a battere ad un ritmo accettabile, fingo un sorriso e mando a cagare lo spettro.
Ma ci penso ancora.
Mi piaccia o no mi ha scosso...
mi piaccia o no...
.......
È quel sapore di paura repressa sotto il palato che rimette in discussione tutto. Convinzioni, esperienze, espedienti e giochi di prestigio che col tempo ho avuto modo di cucirmi addosso crollano come un castello di carte.
Massaggio con la lingua il palato per assaporarne i contorni, quel gusto di ferro che è rimasto è solo l’ultimo spicciolo di un momento in cui sono stato ricco e sale nelle mie convinzioni come una sbronza che non va né su né giù.
Indefinito.
Ferro o ruggine?
Si, mi piace.
Mi piace qualunque sia l’elemento che succhio avidamente come un bimbo che si tormenta il pollice mentre dorme.
Io sono sveglio.
Ancora.
Non per non farmi sorprendere.
Anzi.
Tengo ancora un po’ la sensazione che tutto può ancora essere, che non tutto è scritto...
Solo un po’.
Il tempo di respirare l’illusione che nell’aria i miei cerchi non li ho percorsi tutti e quei pochi che mi restano nascondano qualche boom! Che sorprenda davvero.
Succhio e respiro...
il cuore è calmo ora...
il sangue corre veloce però.
Bentornata vita!
Sensazioni
Strane, non cercate escono all’improvviso come un fratello che dice BOOM! non appena oltrepassi l’arco della porta sicura di casa tua.
Colto all’improvviso, serro le mandibole, contengo la contrazione che mi ha stretto gli addominali e mi impongo di placare l’adrenalina che mi farebbe mordere le labbra fino a farle sanguinare e cerco di darmi un tono davanti a quel fratello/gnomo/vampiro o qualunque cosa pensavo fosse e che popola la fiera di mostri di cui ho paura da sempre.
Aspetto che il cuore riprenda a battere ad un ritmo accettabile, fingo un sorriso e mando a cagare lo spettro.
Ma ci penso ancora.
Mi piaccia o no mi ha scosso...
mi piaccia o no...
.......
È quel sapore di paura repressa sotto il palato che rimette in discussione tutto. Convinzioni, esperienze, espedienti e giochi di prestigio che col tempo ho avuto modo di cucirmi addosso crollano come un castello di carte.
Massaggio con la lingua il palato per assaporarne i contorni, quel gusto di ferro che è rimasto è solo l’ultimo spicciolo di un momento in cui sono stato ricco e sale nelle mie convinzioni come una sbronza che non va né su né giù.
Indefinito.
Ferro o ruggine?
Si, mi piace.
Mi piace qualunque sia l’elemento che succhio avidamente come un bimbo che si tormenta il pollice mentre dorme.
Io sono sveglio.
Ancora.
Non per non farmi sorprendere.
Anzi.
Tengo ancora un po’ la sensazione che tutto può ancora essere, che non tutto è scritto...
Solo un po’.
Il tempo di respirare l’illusione che nell’aria i miei cerchi non li ho percorsi tutti e quei pochi che mi restano nascondano qualche boom! Che sorprenda davvero.
Succhio e respiro...
il cuore è calmo ora...
il sangue corre veloce però.
Bentornata vita!