MIMMO FORNARO RACCONTA... Mimmo Fornaro racconta...

giovedì, 14 giugno 2007, ore giugno 14, 2007 08:44

 

Era da un pò che non davo un'occhiata al blog.
Chissà, forse per paura che qualcosa o qualcuno potesse farmi tornare la voglia di scrivere...
Ringrazio tutti quelli che mi hanno lasciato traccia della loro stima. Da Peppnest che mi ha sempre incoraggiato, a Ornella, ultima inaspettata visitatrice, gelosa delle sue emozioni...
e a tutti quelli che mi hanno accompagnato fin qui con commenti pubblici o privati.
Metterò sotto carica la volontà di emozionarmi con le parole e di continuare a giocarci consapevole che queste possono aprire ferite mai rimarginate del tutto...
o crearne di nuove...
Per raccontare e raccontarsi c'è tempo, l'urgenza è vivere e convivere con un mondo che gira sempre più ad una velocità che non abbiamo scelto...
Io cercherò di imporre la mia marcia, consapevole di aver sbagliato tempi importanti.
Consapevole di aver corso troppo quando avrei fatto bene a riposare e di essere stato immobile quando sarebbe stato giusto muoversi in fretta...
Ma è la mia marcia.
Giusta o sbagliata che sia e non serve a nulla recriminare.

mimmofornaro
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categoria : riflessioni





Mimmo Fornaro racconta...

giovedì, 14 giugno 2007, ore giugno 14, 2007 08:44

 

Era da un pò che non davo un'occhiata al blog.
Chissà, forse per paura che qualcosa o qualcuno potesse farmi tornare la voglia di scrivere...
Ringrazio tutti quelli che mi hanno lasciato traccia della loro stima. Da Peppnest che mi ha sempre incoraggiato, a Ornella, ultima inaspettata visitatrice, gelosa delle sue emozioni...
e a tutti quelli che mi hanno accompagnato fin qui con commenti pubblici o privati.
Metterò sotto carica la volontà di emozionarmi con le parole e di continuare a giocarci consapevole che queste possono aprire ferite mai rimarginate del tutto...
o crearne di nuove...
Per raccontare e raccontarsi c'è tempo, l'urgenza è vivere e convivere con un mondo che gira sempre più ad una velocità che non abbiamo scelto...
Io cercherò di imporre la mia marcia, consapevole di aver sbagliato tempi importanti.
Consapevole di aver corso troppo quando avrei fatto bene a riposare e di essere stato immobile quando sarebbe stato giusto muoversi in fretta...
Ma è la mia marcia.
Giusta o sbagliata che sia e non serve a nulla recriminare.

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