MIMMO FORNARO RACCONTA...
La manifestazione contro l'inquinamento a Taranto è stata documentata dalle telecamere del Centro Culturale Filonide Taranto di cui mi pregio di appartenere e collaborare. abbiamo ripreso e intervistato non solo i politici presenti ma anche la gente che affollava il corteo... molti ragazzi, pochi uomini e donne che avrebbero avuto il dovere di essere con noi...
Pazienza, sabato i loro figli li hanno rappresentati.
A volte anche noi adulti possiamo crescere grazie ai nostri figli.
Spero che la crescita ci sia...
Lo spero di cuore...
Qui il filmato, dura circa 40' ma non abbiamo fatto tagli per meglio farvi vedere quella che è stata se non la prima, una delle poche manifestazioni che dagli anni 70 ha percorso le strade di taranto per reclamare il diritto alla vita.
http://www.filonidetaranto.it/archivio/171.php
Trovo che le Associazioni e qualsiasi entità che operano su Taranto e provincia non possano esimersi dal partecipare alla manifestazione organizzata dall'Associazione Bambini contro l'inquinamento che partirà dalla porta dell'Arsenale il 29 marzo 2008 alle 9.30. Per questo e tanti altri motivi io con la mia Ass. Culturale (La Baracca-Compagnia teatrale C.G Viola) saremo lì per essere presenti con i fatti e non a
chiacchiere!
Scenda per strada chi dice: 'Ma se chiudono l'ILVA Taranto muore!' (applicare le norme per l'inquinamento non vuol dire chiudere l'ILVA!)
Scendano per strada gli intellettuali, coloro che dicono: 'tanto è inutile!' e sorridono con sufficienza aspettando che qualche comodo salotto di qualche emittente li accolga per sollecitarli a dire la loro. ma se proprio insistono...
Le ZAVORRE restassero a casa! Di belle parole ne sentiamo da anni. La gente muore quotidianamente di cancro ai polmoni, le donne sempre più spesso si ammalano e conducono la vita mutilate e precocemente in menopausa farmacologica perché pur non avendo familiarità un cancro al seno piovuto dal cielo li ha aggredite, le allergie le abbiamo ormai tutti e i bambini pagano le colpe di chi non è mai sceso in piazza! Noi abbiamo deciso di esserci per cercare di fare la differenza. Almeno non ci rimprovereremo di essere stati assenti ad un appuntamento importante.
Mimmo Fornaro
AUGURONI
A TUTTI
DI BUONA PASQUA
E
DI UNA
SPENSIERATA PASQUETTA
Mimmo
...Studio per un prossimo lavoro teatrale...
...
Bene.
Preciso come sempre affronto l’arena. Fiere e insidie nuove potrebbero spuntare all’improvviso dal nulla e cogliermi di sorpresa...
Non so se mi dispiacerebbe sai?
Preciso come sempre affronto il mio tempo.
Quello nuovo, così lontano dalle mie notti raggomitolato in un letto freddo, caldo, trappola, rifugio, tana di bestia affannata confortato dall’odore di lievito del sudore che evapora dal corpo, valle aperta, brulla, visibile al cecchino che ti tiene nel centro del suo mirino.
Aspetto
Aspetto che il cuore si plachi
Non apro quell’anta
Solo in ultima analisi... solo in ultima analisi
Ultima risorsa prima della corsa in auto, delle attese, degli sguardi...
Aspetto che si plachi.
Non mi parlare ti prego
Non parlarmi
Abbracciami solamente, sarò solo comunque... ma tu abbracciami.
Sarebbe triste morire senza un abbraccio.
Aria.
Il bisogno di aria e di liberarmi di quell’abbraccio mi fa diventare un ingrato senza ritegno.
È la mia vita questa cazzo!
..Dopotutto.
Grande show! Infinite luci sul mare che mi appare dalla mia finestra allungano grottescamente l’agonia del mio respiro rotto.
Apro la finestra.
Ora non mi stringere.
NON MI STRINGERE, CAZZO!
So riconoscere un abbraccio preoccupato.
Non mi butterò di sotto.
Ho respirato la morte troppe volte e troppe volte ho brindato con lei per asciugare il suo gusto amarognolo fra i denti.
Scusami... scusami
Riesco a dire solo questo, ma la rabbia mi monta quando vedo i tuoi occhi pieni di lacrime...
Non farlo
Non farlo ti prego
Non ora...
Tendo tutti i miei muscoli come se due forze opposte mi strappassero i tendini e apro l’anta maledetta. Mi aggrappo alla boccetta di Tavor e con urgenza metto la pillola sotto la lingua.
Aspetto ancora
Invoco lo sbadiglio che mi regolarizzi il respiro
Ma so già che solo il pronto soccorso mi potrà far stare meglio
Mi rimetto sul letto che sento bagnato del mio sudore ormai freddo
Tremo,
mi copro,
mi sento male
vomito
nessun sollievo
Muoio
So che morirò
Non ho tempo
Trovo il coraggio
Portami in ospedale ma non dire nulla
Non ti vedo come un angelo
Ti odio quasi con i tuoi fottuti occhi gonfi
Incrocio lo sguardo col mio amor proprio che ho calpestato
Non intravedo chi ero
Sono solo io ora
Il mio fiato corto
Il mio cuore impazzito
Non più invincibile
Sono battuto, vinto in tutte le guerre e impegnato ancora su tanti fronti
Non lotto
Tirerei ancora se non avessi buttato via tutto?
Non lo so
Di certo mi avrebbe tranquillizzato il pensiero di averla...
C’è troppa luce...
Troppa gente
Bambini sulle gambe di genitori preoccupati, avvolti in copertine che sanno famiglia.
Coliche renali.
Ambulanze con barelle rigonfie di corpi dal capo coperto da cappelli di lana e occhi chiusi.
Forse anche loro si vergognano.
Mi chiedo se farei bene a segnalare i fatto di aver fumato uno spinello due ore fa, ma sorrido al fatto che prendo ben altri farmaci più potenti a livello di rincoglionimento Anzi, memorizzo il più potente per convincere il dottore a farmi la flebo di cui ho bisogno, quello che butterebbe giù un elefante.
Chissà, l’idea di essere pronto per il manicomio mi salverebbe dall’imbarazzo.
Che cosa assurda...
Lascio passare tutti avanti ma poi scoppio. Le tempie mi battono e saltano anche gli ultimi rigurgiti di educazione.
Entro e chiedo che mi stendano su una barella e mi infilino quella flebo fottuta in una vena. Faccio fatica a ricordare il nome del farmaco che avevo pensato di nominare e questo gioca a mio favore. Il dottore dapprima frettoloso cambia atteggiamento, dopotutto sono più presentabile di un tossico che cammina di notte con la spada nel braccio!
Il dottore mi prende per matto.
Bene
Sento che ai suoi occhi porto sul capo uno scolapasta e mi sta ancora bene, purché si sbrighi...
Mi viene in mente distimico... quanto tempo era passato da che me ne parlò lo psicologo.
Distimico...
Sensazioni
Strane, non cercate escono all’improvviso come un fratello che dice BOOM! non appena oltrepassi l’arco della porta sicura di casa tua.
Colto all’improvviso, serro le mandibole, contengo la contrazione che mi ha stretto gli addominali e mi impongo di placare l’adrenalina che mi farebbe mordere le labbra fino a farle sanguinare e cerco di darmi un tono davanti a quel fratello/gnomo/vampiro o qualunque cosa pensavo fosse e che popola la fiera di mostri di cui ho paura da sempre.
Aspetto che il cuore riprenda a battere ad un ritmo accettabile, fingo un sorriso e mando a cagare lo spettro.
Ma ci penso ancora.
Mi piaccia o no mi ha scosso...
mi piaccia o no...
.......
È quel sapore di paura repressa sotto il palato che rimette in discussione tutto. Convinzioni, esperienze, espedienti e giochi di prestigio che col tempo ho avuto modo di cucirmi addosso crollano come un castello di carte.
Massaggio con la lingua il palato per assaporarne i contorni, quel gusto di ferro che è rimasto è solo l’ultimo spicciolo di un momento in cui sono stato ricco e sale nelle mie convinzioni come una sbronza che non va né su né giù.
Indefinito.
Ferro o ruggine?
Si, mi piace.
Mi piace qualunque sia l’elemento che succhio avidamente come un bimbo che si tormenta il pollice mentre dorme.
Io sono sveglio.
Ancora.
Non per non farmi sorprendere.
Anzi.
Tengo ancora un po’ la sensazione che tutto può ancora essere, che non tutto è scritto...
Solo un po’.
Il tempo di respirare l’illusione che nell’aria i miei cerchi non li ho percorsi tutti e quei pochi che mi restano nascondano qualche boom! Che sorprenda davvero.
Succhio e respiro...
il cuore è calmo ora...
il sangue corre veloce però.
Bentornata vita!
La manifestazione contro l'inquinamento a Taranto è stata documentata dalle telecamere del Centro Culturale Filonide Taranto di cui mi pregio di appartenere e collaborare. abbiamo ripreso e intervistato non solo i politici presenti ma anche la gente che affollava il corteo... molti ragazzi, pochi uomini e donne che avrebbero avuto il dovere di essere con noi...
Pazienza, sabato i loro figli li hanno rappresentati.
A volte anche noi adulti possiamo crescere grazie ai nostri figli.
Spero che la crescita ci sia...
Lo spero di cuore...
Qui il filmato, dura circa 40' ma non abbiamo fatto tagli per meglio farvi vedere quella che è stata se non la prima, una delle poche manifestazioni che dagli anni 70 ha percorso le strade di taranto per reclamare il diritto alla vita.
http://www.filonidetaranto.it/archivio/171.php
Trovo che le Associazioni e qualsiasi entità che operano su Taranto e provincia non possano esimersi dal partecipare alla manifestazione organizzata dall'Associazione Bambini contro l'inquinamento che partirà dalla porta dell'Arsenale il 29 marzo 2008 alle 9.30. Per questo e tanti altri motivi io con la mia Ass. Culturale (La Baracca-Compagnia teatrale C.G Viola) saremo lì per essere presenti con i fatti e non a
chiacchiere!
Scenda per strada chi dice: 'Ma se chiudono l'ILVA Taranto muore!' (applicare le norme per l'inquinamento non vuol dire chiudere l'ILVA!)
Scendano per strada gli intellettuali, coloro che dicono: 'tanto è inutile!' e sorridono con sufficienza aspettando che qualche comodo salotto di qualche emittente li accolga per sollecitarli a dire la loro. ma se proprio insistono...
Le ZAVORRE restassero a casa! Di belle parole ne sentiamo da anni. La gente muore quotidianamente di cancro ai polmoni, le donne sempre più spesso si ammalano e conducono la vita mutilate e precocemente in menopausa farmacologica perché pur non avendo familiarità un cancro al seno piovuto dal cielo li ha aggredite, le allergie le abbiamo ormai tutti e i bambini pagano le colpe di chi non è mai sceso in piazza! Noi abbiamo deciso di esserci per cercare di fare la differenza. Almeno non ci rimprovereremo di essere stati assenti ad un appuntamento importante.
Mimmo Fornaro
AUGURONI
A TUTTI
DI BUONA PASQUA
E
DI UNA
SPENSIERATA PASQUETTA
Mimmo
...Studio per un prossimo lavoro teatrale...
...
Bene.
Preciso come sempre affronto l’arena. Fiere e insidie nuove potrebbero spuntare all’improvviso dal nulla e cogliermi di sorpresa...
Non so se mi dispiacerebbe sai?
Preciso come sempre affronto il mio tempo.
Quello nuovo, così lontano dalle mie notti raggomitolato in un letto freddo, caldo, trappola, rifugio, tana di bestia affannata confortato dall’odore di lievito del sudore che evapora dal corpo, valle aperta, brulla, visibile al cecchino che ti tiene nel centro del suo mirino.
Aspetto
Aspetto che il cuore si plachi
Non apro quell’anta
Solo in ultima analisi... solo in ultima analisi
Ultima risorsa prima della corsa in auto, delle attese, degli sguardi...
Aspetto che si plachi.
Non mi parlare ti prego
Non parlarmi
Abbracciami solamente, sarò solo comunque... ma tu abbracciami.
Sarebbe triste morire senza un abbraccio.
Aria.
Il bisogno di aria e di liberarmi di quell’abbraccio mi fa diventare un ingrato senza ritegno.
È la mia vita questa cazzo!
..Dopotutto.
Grande show! Infinite luci sul mare che mi appare dalla mia finestra allungano grottescamente l’agonia del mio respiro rotto.
Apro la finestra.
Ora non mi stringere.
NON MI STRINGERE, CAZZO!
So riconoscere un abbraccio preoccupato.
Non mi butterò di sotto.
Ho respirato la morte troppe volte e troppe volte ho brindato con lei per asciugare il suo gusto amarognolo fra i denti.
Scusami... scusami
Riesco a dire solo questo, ma la rabbia mi monta quando vedo i tuoi occhi pieni di lacrime...
Non farlo
Non farlo ti prego
Non ora...
Tendo tutti i miei muscoli come se due forze opposte mi strappassero i tendini e apro l’anta maledetta. Mi aggrappo alla boccetta di Tavor e con urgenza metto la pillola sotto la lingua.
Aspetto ancora
Invoco lo sbadiglio che mi regolarizzi il respiro
Ma so già che solo il pronto soccorso mi potrà far stare meglio
Mi rimetto sul letto che sento bagnato del mio sudore ormai freddo
Tremo,
mi copro,
mi sento male
vomito
nessun sollievo
Muoio
So che morirò
Non ho tempo
Trovo il coraggio
Portami in ospedale ma non dire nulla
Non ti vedo come un angelo
Ti odio quasi con i tuoi fottuti occhi gonfi
Incrocio lo sguardo col mio amor proprio che ho calpestato
Non intravedo chi ero
Sono solo io ora
Il mio fiato corto
Il mio cuore impazzito
Non più invincibile
Sono battuto, vinto in tutte le guerre e impegnato ancora su tanti fronti
Non lotto
Tirerei ancora se non avessi buttato via tutto?
Non lo so
Di certo mi avrebbe tranquillizzato il pensiero di averla...
C’è troppa luce...
Troppa gente
Bambini sulle gambe di genitori preoccupati, avvolti in copertine che sanno famiglia.
Coliche renali.
Ambulanze con barelle rigonfie di corpi dal capo coperto da cappelli di lana e occhi chiusi.
Forse anche loro si vergognano.
Mi chiedo se farei bene a segnalare i fatto di aver fumato uno spinello due ore fa, ma sorrido al fatto che prendo ben altri farmaci più potenti a livello di rincoglionimento Anzi, memorizzo il più potente per convincere il dottore a farmi la flebo di cui ho bisogno, quello che butterebbe giù un elefante.
Chissà, l’idea di essere pronto per il manicomio mi salverebbe dall’imbarazzo.
Che cosa assurda...
Lascio passare tutti avanti ma poi scoppio. Le tempie mi battono e saltano anche gli ultimi rigurgiti di educazione.
Entro e chiedo che mi stendano su una barella e mi infilino quella flebo fottuta in una vena. Faccio fatica a ricordare il nome del farmaco che avevo pensato di nominare e questo gioca a mio favore. Il dottore dapprima frettoloso cambia atteggiamento, dopotutto sono più presentabile di un tossico che cammina di notte con la spada nel braccio!
Il dottore mi prende per matto.
Bene
Sento che ai suoi occhi porto sul capo uno scolapasta e mi sta ancora bene, purché si sbrighi...
Mi viene in mente distimico... quanto tempo era passato da che me ne parlò lo psicologo.
Distimico...
Sensazioni
Strane, non cercate escono all’improvviso come un fratello che dice BOOM! non appena oltrepassi l’arco della porta sicura di casa tua.
Colto all’improvviso, serro le mandibole, contengo la contrazione che mi ha stretto gli addominali e mi impongo di placare l’adrenalina che mi farebbe mordere le labbra fino a farle sanguinare e cerco di darmi un tono davanti a quel fratello/gnomo/vampiro o qualunque cosa pensavo fosse e che popola la fiera di mostri di cui ho paura da sempre.
Aspetto che il cuore riprenda a battere ad un ritmo accettabile, fingo un sorriso e mando a cagare lo spettro.
Ma ci penso ancora.
Mi piaccia o no mi ha scosso...
mi piaccia o no...
.......
È quel sapore di paura repressa sotto il palato che rimette in discussione tutto. Convinzioni, esperienze, espedienti e giochi di prestigio che col tempo ho avuto modo di cucirmi addosso crollano come un castello di carte.
Massaggio con la lingua il palato per assaporarne i contorni, quel gusto di ferro che è rimasto è solo l’ultimo spicciolo di un momento in cui sono stato ricco e sale nelle mie convinzioni come una sbronza che non va né su né giù.
Indefinito.
Ferro o ruggine?
Si, mi piace.
Mi piace qualunque sia l’elemento che succhio avidamente come un bimbo che si tormenta il pollice mentre dorme.
Io sono sveglio.
Ancora.
Non per non farmi sorprendere.
Anzi.
Tengo ancora un po’ la sensazione che tutto può ancora essere, che non tutto è scritto...
Solo un po’.
Il tempo di respirare l’illusione che nell’aria i miei cerchi non li ho percorsi tutti e quei pochi che mi restano nascondano qualche boom! Che sorprenda davvero.
Succhio e respiro...
il cuore è calmo ora...
il sangue corre veloce però.
Bentornata vita!