MIMMO FORNARO RACCONTA... Mimmo Fornaro racconta...

giovedì, 28 giugno 2007, ore giugno 28, 2007 22:46

La morte coglie sempre impreparati... pensavo di non disporre più di lacrime dopo che seppi del cancro ai polmoni che non dava più di sei mesi di vita a mio padre. quel giorno, prima di andare in clinica, avevo preso i fiori per festeggiare con Anna il mio settimo mese di matrimonio. il dottore comunicò a me la gravità della malattia ormai avanzata.Quel giorno piansi mio padre come se fosse già morto. poi cominciarono le menzogne prima a mia madre che informai qualche tempo dopo, poi a mio padre, lo stesso che non aveva mai avuto bisogno di interrogarmi per sapere cosa mi passava per la mente. Gli sono stato vicino mentendogli l'evidenza e illudendomi che lui credesse a tutte le puttanate che gli inventavo... che stupido... credo che il primo a crederci fossi io.
Poco prima che morisse, lucidamente mi fece delle raccomandazioni su come sarebbe stata la vita dopo di lui... provai a rassicurarlo, ma mi zittì con un gesto. lo lasciai finire e restai zitto. basta bugie... la notte in cui morì ero rimasto a casa ... cercavo di seguire uno dei soliti film di Natale senza risultato. mia madre mi chiamò perché lui a letto mi voleva. la sua voce era alterata e respirava a stento attaccato all'ossigeno... mi strinse la mano e mi guardò come per fermarmi nel suo sguardo, poi... chissà dov'è finito. che strano, quel corpo conservava il suo profumo ma non mi apparteneva più. un contenitore vuoto, insignificante. piansi ancora, tanto, e piango ancora quando ci penso, non ho più sognato mio padre sano, c'è sempre la sua malattia e un rimedio nuovo che potrebbe salvarlo... poi mi sveglio e penso a come ancora la morte mi coglierebbe impreparato e di come non si possa imparare nulla da un dolore simile.


Scusate ma i pensieri... a volte ritornano...

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giovedì, 28 giugno 2007, ore giugno 28, 2007 11:14

Scopro ora che su youtube hanno messo un corto
che ho girato tempo fa... 
Il sogno di Nando.
Buona visione!
ah... io sono Nando!

 http://www.youtube.com/watch?v=0nc1hQ17Ys0

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giovedì, 14 giugno 2007, ore giugno 14, 2007 08:44

 

Era da un pò che non davo un'occhiata al blog.
Chissà, forse per paura che qualcosa o qualcuno potesse farmi tornare la voglia di scrivere...
Ringrazio tutti quelli che mi hanno lasciato traccia della loro stima. Da Peppnest che mi ha sempre incoraggiato, a Ornella, ultima inaspettata visitatrice, gelosa delle sue emozioni...
e a tutti quelli che mi hanno accompagnato fin qui con commenti pubblici o privati.
Metterò sotto carica la volontà di emozionarmi con le parole e di continuare a giocarci consapevole che queste possono aprire ferite mai rimarginate del tutto...
o crearne di nuove...
Per raccontare e raccontarsi c'è tempo, l'urgenza è vivere e convivere con un mondo che gira sempre più ad una velocità che non abbiamo scelto...
Io cercherò di imporre la mia marcia, consapevole di aver sbagliato tempi importanti.
Consapevole di aver corso troppo quando avrei fatto bene a riposare e di essere stato immobile quando sarebbe stato giusto muoversi in fretta...
Ma è la mia marcia.
Giusta o sbagliata che sia e non serve a nulla recriminare.

mimmofornaro
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categoria : riflessioni





Mimmo Fornaro racconta...

giovedì, 28 giugno 2007, ore giugno 28, 2007 22:46

La morte coglie sempre impreparati... pensavo di non disporre più di lacrime dopo che seppi del cancro ai polmoni che non dava più di sei mesi di vita a mio padre. quel giorno, prima di andare in clinica, avevo preso i fiori per festeggiare con Anna il mio settimo mese di matrimonio. il dottore comunicò a me la gravità della malattia ormai avanzata.Quel giorno piansi mio padre come se fosse già morto. poi cominciarono le menzogne prima a mia madre che informai qualche tempo dopo, poi a mio padre, lo stesso che non aveva mai avuto bisogno di interrogarmi per sapere cosa mi passava per la mente. Gli sono stato vicino mentendogli l'evidenza e illudendomi che lui credesse a tutte le puttanate che gli inventavo... che stupido... credo che il primo a crederci fossi io.
Poco prima che morisse, lucidamente mi fece delle raccomandazioni su come sarebbe stata la vita dopo di lui... provai a rassicurarlo, ma mi zittì con un gesto. lo lasciai finire e restai zitto. basta bugie... la notte in cui morì ero rimasto a casa ... cercavo di seguire uno dei soliti film di Natale senza risultato. mia madre mi chiamò perché lui a letto mi voleva. la sua voce era alterata e respirava a stento attaccato all'ossigeno... mi strinse la mano e mi guardò come per fermarmi nel suo sguardo, poi... chissà dov'è finito. che strano, quel corpo conservava il suo profumo ma non mi apparteneva più. un contenitore vuoto, insignificante. piansi ancora, tanto, e piango ancora quando ci penso, non ho più sognato mio padre sano, c'è sempre la sua malattia e un rimedio nuovo che potrebbe salvarlo... poi mi sveglio e penso a come ancora la morte mi coglierebbe impreparato e di come non si possa imparare nulla da un dolore simile.


Scusate ma i pensieri... a volte ritornano...

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giovedì, 28 giugno 2007, ore giugno 28, 2007 11:14

Scopro ora che su youtube hanno messo un corto
che ho girato tempo fa... 
Il sogno di Nando.
Buona visione!
ah... io sono Nando!

 http://www.youtube.com/watch?v=0nc1hQ17Ys0

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giovedì, 14 giugno 2007, ore giugno 14, 2007 08:44

 

Era da un pò che non davo un'occhiata al blog.
Chissà, forse per paura che qualcosa o qualcuno potesse farmi tornare la voglia di scrivere...
Ringrazio tutti quelli che mi hanno lasciato traccia della loro stima. Da Peppnest che mi ha sempre incoraggiato, a Ornella, ultima inaspettata visitatrice, gelosa delle sue emozioni...
e a tutti quelli che mi hanno accompagnato fin qui con commenti pubblici o privati.
Metterò sotto carica la volontà di emozionarmi con le parole e di continuare a giocarci consapevole che queste possono aprire ferite mai rimarginate del tutto...
o crearne di nuove...
Per raccontare e raccontarsi c'è tempo, l'urgenza è vivere e convivere con un mondo che gira sempre più ad una velocità che non abbiamo scelto...
Io cercherò di imporre la mia marcia, consapevole di aver sbagliato tempi importanti.
Consapevole di aver corso troppo quando avrei fatto bene a riposare e di essere stato immobile quando sarebbe stato giusto muoversi in fretta...
Ma è la mia marcia.
Giusta o sbagliata che sia e non serve a nulla recriminare.

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