MIMMO FORNARO RACCONTA...
La Compagnia C.G.VIOLA,
per la prossima produzione
"UN PO' PIU'... O MENO!"
Commedia Brillante in lingua di Mimmo Fornaro
RICERCA
(sul territorio di Taranto)
N° 2 attrici (età 30/40 anni)
N°1 attore (età 30/35 anni)
(Gradita esperienza e attitudine al canto)
Per informazioni e date audizioni:
Email : info@cgviola.it
Domenica 13 aprile
in occasione del
Premio Serafino Aquilano-Arlecchino d’Argento Festival Nazionale del T.A.I.
io con la mia
Compagnia C.G.Viola
Saremo al
Teatro Sant'Agostino
di L'Aquila
per presentare...

Se mai doveste capitare da quelle parti... 
Qui sotto un contributo filmato e montato da Ivana-Filonide-Marraffa
e commentato da Marcello-Filonide-Bellacicco...
http://video.libero.it/app/play/index.html?id=d6e36099af695568474c43b280cb8660
La manifestazione contro l'inquinamento a Taranto è stata documentata dalle telecamere del Centro Culturale Filonide Taranto di cui mi pregio di appartenere e collaborare. abbiamo ripreso e intervistato non solo i politici presenti ma anche la gente che affollava il corteo... molti ragazzi, pochi uomini e donne che avrebbero avuto il dovere di essere con noi...
Pazienza, sabato i loro figli li hanno rappresentati.
A volte anche noi adulti possiamo crescere grazie ai nostri figli.
Spero che la crescita ci sia...
Lo spero di cuore...
Qui il filmato, dura circa 40' ma non abbiamo fatto tagli per meglio farvi vedere quella che è stata se non la prima, una delle poche manifestazioni che dagli anni 70 ha percorso le strade di taranto per reclamare il diritto alla vita.
http://www.filonidetaranto.it/archivio/171.php
Trovo che le Associazioni e qualsiasi entità che operano su Taranto e provincia non possano esimersi dal partecipare alla manifestazione organizzata dall'Associazione Bambini contro l'inquinamento che partirà dalla porta dell'Arsenale il 29 marzo 2008 alle 9.30. Per questo e tanti altri motivi io con la mia Ass. Culturale (La Baracca-Compagnia teatrale C.G Viola) saremo lì per essere presenti con i fatti e non a
chiacchiere!
Scenda per strada chi dice: 'Ma se chiudono l'ILVA Taranto muore!' (applicare le norme per l'inquinamento non vuol dire chiudere l'ILVA!)
Scendano per strada gli intellettuali, coloro che dicono: 'tanto è inutile!' e sorridono con sufficienza aspettando che qualche comodo salotto di qualche emittente li accolga per sollecitarli a dire la loro. ma se proprio insistono...
Le ZAVORRE restassero a casa! Di belle parole ne sentiamo da anni. La gente muore quotidianamente di cancro ai polmoni, le donne sempre più spesso si ammalano e conducono la vita mutilate e precocemente in menopausa farmacologica perché pur non avendo familiarità un cancro al seno piovuto dal cielo li ha aggredite, le allergie le abbiamo ormai tutti e i bambini pagano le colpe di chi non è mai sceso in piazza! Noi abbiamo deciso di esserci per cercare di fare la differenza. Almeno non ci rimprovereremo di essere stati assenti ad un appuntamento importante.
Mimmo Fornaro
AUGURONI
A TUTTI
DI BUONA PASQUA
E
DI UNA
SPENSIERATA PASQUETTA
Mimmo
...Studio per un prossimo lavoro teatrale...
...
Bene.
Preciso come sempre affronto l’arena. Fiere e insidie nuove potrebbero spuntare all’improvviso dal nulla e cogliermi di sorpresa...
Non so se mi dispiacerebbe sai?
Preciso come sempre affronto il mio tempo.
Quello nuovo, così lontano dalle mie notti raggomitolato in un letto freddo, caldo, trappola, rifugio, tana di bestia affannata confortato dall’odore di lievito del sudore che evapora dal corpo, valle aperta, brulla, visibile al cecchino che ti tiene nel centro del suo mirino.
Aspetto
Aspetto che il cuore si plachi
Non apro quell’anta
Solo in ultima analisi... solo in ultima analisi
Ultima risorsa prima della corsa in auto, delle attese, degli sguardi...
Aspetto che si plachi.
Non mi parlare ti prego
Non parlarmi
Abbracciami solamente, sarò solo comunque... ma tu abbracciami.
Sarebbe triste morire senza un abbraccio.
Aria.
Il bisogno di aria e di liberarmi di quell’abbraccio mi fa diventare un ingrato senza ritegno.
È la mia vita questa cazzo!
..Dopotutto.
Grande show! Infinite luci sul mare che mi appare dalla mia finestra allungano grottescamente l’agonia del mio respiro rotto.
Apro la finestra.
Ora non mi stringere.
NON MI STRINGERE, CAZZO!
So riconoscere un abbraccio preoccupato.
Non mi butterò di sotto.
Ho respirato la morte troppe volte e troppe volte ho brindato con lei per asciugare il suo gusto amarognolo fra i denti.
Scusami... scusami
Riesco a dire solo questo, ma la rabbia mi monta quando vedo i tuoi occhi pieni di lacrime...
Non farlo
Non farlo ti prego
Non ora...
Tendo tutti i miei muscoli come se due forze opposte mi strappassero i tendini e apro l’anta maledetta. Mi aggrappo alla boccetta di Tavor e con urgenza metto la pillola sotto la lingua.
Aspetto ancora
Invoco lo sbadiglio che mi regolarizzi il respiro
Ma so già che solo il pronto soccorso mi potrà far stare meglio
Mi rimetto sul letto che sento bagnato del mio sudore ormai freddo
Tremo,
mi copro,
mi sento male
vomito
nessun sollievo
Muoio
So che morirò
Non ho tempo
Trovo il coraggio
Portami in ospedale ma non dire nulla
Non ti vedo come un angelo
Ti odio quasi con i tuoi fottuti occhi gonfi
Incrocio lo sguardo col mio amor proprio che ho calpestato
Non intravedo chi ero
Sono solo io ora
Il mio fiato corto
Il mio cuore impazzito
Non più invincibile
Sono battuto, vinto in tutte le guerre e impegnato ancora su tanti fronti
Non lotto
Tirerei ancora se non avessi buttato via tutto?
Non lo so
Di certo mi avrebbe tranquillizzato il pensiero di averla...
C’è troppa luce...
Troppa gente
Bambini sulle gambe di genitori preoccupati, avvolti in copertine che sanno famiglia.
Coliche renali.
Ambulanze con barelle rigonfie di corpi dal capo coperto da cappelli di lana e occhi chiusi.
Forse anche loro si vergognano.
Mi chiedo se farei bene a segnalare i fatto di aver fumato uno spinello due ore fa, ma sorrido al fatto che prendo ben altri farmaci più potenti a livello di rincoglionimento Anzi, memorizzo il più potente per convincere il dottore a farmi la flebo di cui ho bisogno, quello che butterebbe giù un elefante.
Chissà, l’idea di essere pronto per il manicomio mi salverebbe dall’imbarazzo.
Che cosa assurda...
Lascio passare tutti avanti ma poi scoppio. Le tempie mi battono e saltano anche gli ultimi rigurgiti di educazione.
Entro e chiedo che mi stendano su una barella e mi infilino quella flebo fottuta in una vena. Faccio fatica a ricordare il nome del farmaco che avevo pensato di nominare e questo gioca a mio favore. Il dottore dapprima frettoloso cambia atteggiamento, dopotutto sono più presentabile di un tossico che cammina di notte con la spada nel braccio!
Il dottore mi prende per matto.
Bene
Sento che ai suoi occhi porto sul capo uno scolapasta e mi sta ancora bene, purché si sbrighi...
Mi viene in mente distimico... quanto tempo era passato da che me ne parlò lo psicologo.
Distimico...
Sensazioni
Strane, non cercate escono all’improvviso come un fratello che dice BOOM! non appena oltrepassi l’arco della porta sicura di casa tua.
Colto all’improvviso, serro le mandibole, contengo la contrazione che mi ha stretto gli addominali e mi impongo di placare l’adrenalina che mi farebbe mordere le labbra fino a farle sanguinare e cerco di darmi un tono davanti a quel fratello/gnomo/vampiro o qualunque cosa pensavo fosse e che popola la fiera di mostri di cui ho paura da sempre.
Aspetto che il cuore riprenda a battere ad un ritmo accettabile, fingo un sorriso e mando a cagare lo spettro.
Ma ci penso ancora.
Mi piaccia o no mi ha scosso...
mi piaccia o no...
.......
È quel sapore di paura repressa sotto il palato che rimette in discussione tutto. Convinzioni, esperienze, espedienti e giochi di prestigio che col tempo ho avuto modo di cucirmi addosso crollano come un castello di carte.
Massaggio con la lingua il palato per assaporarne i contorni, quel gusto di ferro che è rimasto è solo l’ultimo spicciolo di un momento in cui sono stato ricco e sale nelle mie convinzioni come una sbronza che non va né su né giù.
Indefinito.
Ferro o ruggine?
Si, mi piace.
Mi piace qualunque sia l’elemento che succhio avidamente come un bimbo che si tormenta il pollice mentre dorme.
Io sono sveglio.
Ancora.
Non per non farmi sorprendere.
Anzi.
Tengo ancora un po’ la sensazione che tutto può ancora essere, che non tutto è scritto...
Solo un po’.
Il tempo di respirare l’illusione che nell’aria i miei cerchi non li ho percorsi tutti e quei pochi che mi restano nascondano qualche boom! Che sorprenda davvero.
Succhio e respiro...
il cuore è calmo ora...
il sangue corre veloce però.
Bentornata vita!
Qual'è la domanda????
Lancio la palla sul muro e la riprendo prima che cada per terra... le bambine un tempo facevano questo gioco e recitavano la filastrocca che accompagnava il tratto di andata della palla e il suo rimbalzare al punto di partenza.
Palla pallina ...Filastrocca ripetuta come un mantra che concentrava menti e preparava i muscoli a giravolte repentine per ritornare ad accogliere fra le mani la palla pallina.
...dove sei andata...
Lancio la palla sul muro e la riprendo prima che il buio la nasconda alla mia vista. È importante vedere su che spazio del muro viene lanciata la palla per essere quasi sicuro su dove rimbalzerà. Il gioco è bello anche per questo... Potrebbe tendere leggermente a destra o a sinistra. Non si può essere sempre precisi al millimetro, potrebbe rimbalzare un po’ più alta, o bassa...dipende dalla forza che metti nel lanciarla... ma è necessario vedere anche l’intensità del lancio e del rimbalzo. Non ci si può orizzontare ascoltando il rumore del battito sul muro o della filastrocca che ormai è radicata nella mente e se spezzata potrebbe presagire insuccessi o cattivi eventi...
dalla nonnina...
Chi non si è mai affidato alla prova della propria destrezza con la solita speranza del: Se mi riesce vuol dire che...quante volte abbiamo barato e ripetuto il gioco affidandoci a queste filastroccomanzie con domande che prevedono risposte meno categoriche o prove meno impegnative...
Non me n’ero accorto ma recito anch’io il mio mantra mentre la palla rimbalza dal muro alle mie mani e dalle mie mani al muro...
Pane burro, marmellata...
Lancio la palla al muro prima che la tetania muscolare blocchi definitivamente i miei movimenti e cerco di ricordare quale risposta mi aspettassi alla fine del gioco che sempre più si discosta dall’esserlo non ricordo neanche la domanda, sono vittima del gioco e della filastrocca che mi assale con le sue ripetute domande come un interrogatorio, rispondo fra lo scocciato e l’intimidito...
Acqua di mare!... cerco di sfuggire al sortilegio inserendo una giravolta, un battito di mani stando attento a non perdere la presa... devo assolutamente ricordare cosa pretendo dalla riuscita del gioco-incubo di cui sono schiavo ma il ritmo è incalzato senza che io me ne accorgessi prima...
Sputala fuori che ti fa male!...
Lancio la palla sul muro e aspetto che il buio la nasconda alla mia vista... aspetto che la tetania muscolare blocchi definitivamente i miei movimenti... aspetto che la palla caschi per terra... aspetto che il mantra cessi di perseguitarmi, non importa più quale fosse la domanda che ho formulato all’inizio... l’inizio è troppo lontano perché io ricordi qualcosa, per quanto ne so credo di non aver fatto altro da sempre...
Lancio la palla sul muro e la riprendo prima che cada per terra...
Ora sono di nuovo preso dal gioco, tutto è passato...
È stato un attimo....
Lancio la palla sul muro ...solo un attimo.. e la riprendo prima che cada per terra.
lancio la palla...
Palla pallina...
dove sei andata....
dalla nonnina...
che ti ha portato...
Pane burro, marmellata...
-Fermata straordinaria-
Metto su un cd dei Genesis e chiudo gli occhi... Ho troppe cose da fare per non uscire, decido comunque di restare casa a non far nulla.
Un buon disco dei Genesis mi rimetterà a nuovo, lo faceva sempre, anche quando tutto girava lento ed era sempre veloce per me con qualche anno in meno...
Accendo una sigaretta e soffio verso il soffitto il fumo che disegna figure che non voglio decifrare... È solo fumo ed è inutile scervellarsi per pochi fuorvianti immagini magari idealizzati della durata di un attimo.
Oggi il mondo dovrà fare a meno del mio contributo. Niente di rilevante, figuriamoci, solo piccoli aliti di fretta, nervosismi, ansie e passi che percorrono strade già battute...
Un attimo di fumo aspirato e soffiato verso il soffitto.
La musica lascia scorrere lento il mio sangue, la sento percorrere piano ogni distretto del mio corpo, le mie riflessioni senza senso il mio ignavo senso di immobilismo...
Mi piace.
Neanche il telefono riesce a penetrare questo nuovo inaspettato stato di estraneità che non ricordo aver mai provato in modo così...
Naturale.
Spengo il cellulare senza far caso al nome impresso sul display.
Selling England by the pound scandisce chiaro il suo tempo.
Riesco a sentire che tutto scorre dentro di me e un sorriso idiota mi incornicia il volto.
Avverto che la vita continuerà priva di me per qualche ora ma che si può fare a meno di farci caso.
Il mondo non subirà scossoni se oggi non esco, mi convinco che nessuno al mondo potrebbe impedirsi serenamente di mettere su della buona musica e lasciare il tempo fuori senza che questo cambi nulla e questo mi fa stare bene, non c’è bisogno di spiegarsi le cose sempre e a tutti i costi...
non sempre almeno...
...e forse neanche tanto spesso.
Cerco un po’ di sogni che pensavo aver seminato di tanto in tanto in qualche parte del mio inconscio...
Nulla.
Allora cerco quelli dichiarati che si anelano con amici, parenti ma senza sforzarmi...
Non trovo nulla.
Nulla.
Prenderò quelli che saranno rimasti.
I soli che la vita vorrà concedermi in modo naturale e senza bisogno di rincorrerli, non sono più disposto a pagare per la speranza di realizzare sogni a buon mercato... per oggi i sogni voglio che restino nell’aria come il fumo della mia sigaretta spenta male.
Sorrido...
Sorrido...
Cazzo se mi piace!
Lettera ai miei amici che mi conoscono... e a chi non sa che ho letto i loro post
senza lasciare commenti...
Vorrei dirvi tante cose che in un anno e mezzo mi sono accadute da quando ho aperto questo mio spazio... ma se siete qui, meglio di me saprete le emozioni che nascono quotidianamente passeggiando fra i blog.
Ho letto molto, mi sono commosso, divertito, arrabbiato, anche quando vi sentivo arresi, e ho imparato ad aspettare di scrivere quando era giusto, a volte spontaneamente, altre volte incoraggiato dai vostri commenti.
Le riflessioni che pubblico in rete sono sentimenti comuni a tutti, amici miei, forse io e molti di voi abbiamo il vantaggio di riconoscerli, bloccarli sul monitor e ognuno a modo suo come Carlo dentro le sue perle di saggezza o come Giada che nel suo blog dichiarò di non voler parlare troppo di se ma fra i commenti che ha lasciato sotto i miei post si mostra a carte scoperte o come te Peppe, che spesso scrive meraviglie che avrei voluto scrivere io per le esperienze comuni. Vi ammiro tutti e ammiro chi si commuove ancora senza spacciare un tremolio della voce con un raffreddore allergico. Non è un buon periodo per me, non accade niente e nulla può accadere per il bene comune. Non prendete quindi questa lettera come uno sfogo o come rassegnazione di chi si arrende.
Continuerò a lottare là dove posso, a fantasticare ogni qualvolta gli dei mi doneranno la felicità di un sogno ma non scorderò di essere stato quello che sono stato affinché qualcuno ci si ritrovi e non mi faccia sentire solo. Non vi dico grazie, i sentimenti sono di tutti e sono a comoda portata di mano di chiunque stende la mano e voi ne avete dati tanti... almeno a me. Se poi anche io sono arrivato nella stanza dei bottoni del vostro cuore... sarò felice di ricevere come un boomerang nuove sensazioni da raccontare
Mimmo
La Compagnia C.G.VIOLA,
per la prossima produzione
"UN PO' PIU'... O MENO!"
Commedia Brillante in lingua di Mimmo Fornaro
RICERCA
(sul territorio di Taranto)
N° 2 attrici (età 30/40 anni)
N°1 attore (età 30/35 anni)
(Gradita esperienza e attitudine al canto)
Per informazioni e date audizioni:
Email : info@cgviola.it
Domenica 13 aprile
in occasione del
Premio Serafino Aquilano-Arlecchino d’Argento Festival Nazionale del T.A.I.
io con la mia
Compagnia C.G.Viola
Saremo al
Teatro Sant'Agostino
di L'Aquila
per presentare...

Se mai doveste capitare da quelle parti... 
Qui sotto un contributo filmato e montato da Ivana-Filonide-Marraffa
e commentato da Marcello-Filonide-Bellacicco...
http://video.libero.it/app/play/index.html?id=d6e36099af695568474c43b280cb8660
La manifestazione contro l'inquinamento a Taranto è stata documentata dalle telecamere del Centro Culturale Filonide Taranto di cui mi pregio di appartenere e collaborare. abbiamo ripreso e intervistato non solo i politici presenti ma anche la gente che affollava il corteo... molti ragazzi, pochi uomini e donne che avrebbero avuto il dovere di essere con noi...
Pazienza, sabato i loro figli li hanno rappresentati.
A volte anche noi adulti possiamo crescere grazie ai nostri figli.
Spero che la crescita ci sia...
Lo spero di cuore...
Qui il filmato, dura circa 40' ma non abbiamo fatto tagli per meglio farvi vedere quella che è stata se non la prima, una delle poche manifestazioni che dagli anni 70 ha percorso le strade di taranto per reclamare il diritto alla vita.
http://www.filonidetaranto.it/archivio/171.php
Trovo che le Associazioni e qualsiasi entità che operano su Taranto e provincia non possano esimersi dal partecipare alla manifestazione organizzata dall'Associazione Bambini contro l'inquinamento che partirà dalla porta dell'Arsenale il 29 marzo 2008 alle 9.30. Per questo e tanti altri motivi io con la mia Ass. Culturale (La Baracca-Compagnia teatrale C.G Viola) saremo lì per essere presenti con i fatti e non a
chiacchiere!
Scenda per strada chi dice: 'Ma se chiudono l'ILVA Taranto muore!' (applicare le norme per l'inquinamento non vuol dire chiudere l'ILVA!)
Scendano per strada gli intellettuali, coloro che dicono: 'tanto è inutile!' e sorridono con sufficienza aspettando che qualche comodo salotto di qualche emittente li accolga per sollecitarli a dire la loro. ma se proprio insistono...
Le ZAVORRE restassero a casa! Di belle parole ne sentiamo da anni. La gente muore quotidianamente di cancro ai polmoni, le donne sempre più spesso si ammalano e conducono la vita mutilate e precocemente in menopausa farmacologica perché pur non avendo familiarità un cancro al seno piovuto dal cielo li ha aggredite, le allergie le abbiamo ormai tutti e i bambini pagano le colpe di chi non è mai sceso in piazza! Noi abbiamo deciso di esserci per cercare di fare la differenza. Almeno non ci rimprovereremo di essere stati assenti ad un appuntamento importante.
Mimmo Fornaro
AUGURONI
A TUTTI
DI BUONA PASQUA
E
DI UNA
SPENSIERATA PASQUETTA
Mimmo
...Studio per un prossimo lavoro teatrale...
...
Bene.
Preciso come sempre affronto l’arena. Fiere e insidie nuove potrebbero spuntare all’improvviso dal nulla e cogliermi di sorpresa...
Non so se mi dispiacerebbe sai?
Preciso come sempre affronto il mio tempo.
Quello nuovo, così lontano dalle mie notti raggomitolato in un letto freddo, caldo, trappola, rifugio, tana di bestia affannata confortato dall’odore di lievito del sudore che evapora dal corpo, valle aperta, brulla, visibile al cecchino che ti tiene nel centro del suo mirino.
Aspetto
Aspetto che il cuore si plachi
Non apro quell’anta
Solo in ultima analisi... solo in ultima analisi
Ultima risorsa prima della corsa in auto, delle attese, degli sguardi...
Aspetto che si plachi.
Non mi parlare ti prego
Non parlarmi
Abbracciami solamente, sarò solo comunque... ma tu abbracciami.
Sarebbe triste morire senza un abbraccio.
Aria.
Il bisogno di aria e di liberarmi di quell’abbraccio mi fa diventare un ingrato senza ritegno.
È la mia vita questa cazzo!
..Dopotutto.
Grande show! Infinite luci sul mare che mi appare dalla mia finestra allungano grottescamente l’agonia del mio respiro rotto.
Apro la finestra.
Ora non mi stringere.
NON MI STRINGERE, CAZZO!
So riconoscere un abbraccio preoccupato.
Non mi butterò di sotto.
Ho respirato la morte troppe volte e troppe volte ho brindato con lei per asciugare il suo gusto amarognolo fra i denti.
Scusami... scusami
Riesco a dire solo questo, ma la rabbia mi monta quando vedo i tuoi occhi pieni di lacrime...
Non farlo
Non farlo ti prego
Non ora...
Tendo tutti i miei muscoli come se due forze opposte mi strappassero i tendini e apro l’anta maledetta. Mi aggrappo alla boccetta di Tavor e con urgenza metto la pillola sotto la lingua.